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IL SALENTO
- Otranto
- Castro
- Santa Cesarea Terme
- Santa Maria di Leuca
- Gallipoli
- Lecce
- Vaste e Poggiardo
- Melpignano


Il Salento è il tacco dello stivale italiano. Vi fa parte la provincia di Lecce ed è una penisola, ed è bagnato dagli splendidi mari Ionio (a Ovest) e Adriatico (a Est). Questa terra è stato crocevia di civiltà differenti, ed ognuna ha lasciato una traccia indelebile delle proprie caratteristiche. questa terra fa delle bellezze naturali e architettoniche e dell'ospitalità i suoi punti di forza.

Gli usi e i costumi del Salento sono sempre di moda, e accolgono il turista immergendolo in un clima di festa mai ostentata e a tratti frugale. Icona principale di questa terra è la Pizzica, la Pizzica affonda le sue radici nella credenza popolare che il morso della tarantola indemoniasse che ne fosse vittima e solo la danza a ritmo di tamburello, insieme all'aiuto di San Paolo poteva lenire questa sofferenza.

OTRANTO
Otranto (Hydruntum dei Romani), situata tra la valle dell'Idro e l'Adriatico, fu per molti secoli il centro politico, culturale e commerciale del Salento, che continua a chiamarsi anche "Terra d'Otranto". Le sue origini e il suo nome risalgono alla prima colonizzazione magno-greca, che fece di questa città, la più orientale d'Italia, il ponte di unione tra l'Oriente e l'Occidente mediterraneo. Prima che i Turchi la rendessero al suolo (1480), Otranto svolse un ruolo di primaria importanza nella storia del Mezzogiorno italiano, specialmente durante il Medioevo e le crociate e nei lunghi periodi di lotta tra papato e impero, tra Bizantini, Goti e Longobardi, e poi in età normanna (ne resta la testimonianza della grandiosa Cattedrale), sveva e angioina fino all'avvento degli Aragonesi. Nella città sono rimaste tracce, più o meno evidenti, specialmente nelle opere d'arte, del passaggio di tutte queste civiltà. Oltre ad un inestimabile patrimonio artistico, Otranto ha la fortuna di godere di un clima di eccezionale mitezza in quasi tutti i mesi dell'anno.

CASTRO
Castro Marina si presenta come un antico borgo di pescatori, con il suo caratteristico porticciolo, nei pressi del quale si trovano varie grotte scavate nella roccia viva che servono da magazzini.
Castro è un importante centro peschereccio e attrezzata stazione balneare, durante la stagione balneare viene presa d'assalto da un esercito di vacanzieri, attratti da un paesaggio da favola bagnato da uno dei mari più pulito d'Italia, più volte premiato con la bandiera blu.
Caratteristici gli spuntoni di roccia che scendono fino al mere, come la punta di Mucurune, oppure le gelide sorgenti, le famose grotte. Il mare rappresenta il bene ed il male di Castro, infatti proprio da li arrivarono gli invasori turchi misero a ferro e a fuoco la città. Questo mare amato e temuto, con le sue acque serene e trasparenti invita a sostare per bearsi della sua immagine. Castro ha origini antichissime, si narra anche fosse stata una tappa del viaggio di Enea verso Roma, nel medioevo è stata anche sede vescovile. Fa parte del territorio di Castro la fantastica grotta carsica detta "La Zinzulusa".

SANTA CESAREA TERME
Santa Cesarea Terme, immersa nella natura selvaggia, protetta da uno sperone roccioso e distesa su un ripiano a picco sulla ripida scogliera, si specchia elegante e solenne nell'azzurro cangiante in verde smeraldo del Canale d'Otranto.
Santa Cesarea Terme è posta su un lungo tratto di costa interessato dal fenomeno delle sorgenti termali naturali. Le acque solfuree, clorurate e iodiche delle sorgenti sgorgano a temperature variabili in quattro grotte naturali, comunicanti con il mare, denominate: Gattulla, Fetida, Sulfurea e Solfatara.
I bagni e i fanghi termali risultano particolarmente indicati per le patologie artroreumatiche, dermatologiche, delle vie respiratorie, nei postumi di traumi, nonché per le cure estetiche e antistress.

SANTA MARIA DI LEUCA
Leuca è frazione di Castrignano del Capo, la cui estensione va dalla serra di Vereto alla costa adriatica. Il nome di Castrignano deriva, pare, dal latino "Castrum" fortezza, poi modificato in Castrignano, con l'aggiunta "del Capo" per distinguerlo dall'altro Castrignano dei Greci.
Un viaggio a Leuca è come ritornare indietro ai tempi di San Pietro, il quale in viaggio per Roma, sembra aver fatto tappa proprio qui.
Fu allora che il tempio, dedicato alla dea Minerva, sul promontorio japigeo, diventò luogo di culto cristiano.
Il Santuario è stato eletto a Basilica minore nel 1990; da allora la devozione verso la Madonna de Finibus Terrae è andata sempre più incrementandosi, tanto che oggi è meta di numerosissimi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.

GALLIPOLI
Il suo nome deriva infatti dal greco , fusione delle parole “Kalè Polis”.
Con molta probabilità le origini della città risalgono al periodo messapico, nel 266 a .C. la città venne conquistata dai Romani.
Nel 214 a .C. Gallipoli divenne alleata di Cartagine, ma in seguito venne riconquistata e divenne Municipio Romano.
Gallipoli durante il periodo longobardo venne retta dai normanni facendo parte del principato di Taranto. Sotto Carlo I D'Angiò venne un castello che venne poi distrutto nel 1284. Successivamente la città venne ricostruita da Carlo II.
Il periodo di maggior fertilità fu tuttavia sotto i Borboni, epoca in cui divenne un florido centro commerciale. Proprio durante questo periodo si ebbe lo sviluppo delle Confraternite. Infatti proprio le confraternite fecero con la loro devozione splendere le tante chiese gallipoline.

LECCE
La leggenda racconta che la città di Lecce fu fondata dopo la distruzione di Troia.
Essere al centro del Mediterraneo favorì, fin dall’antichità, l’incontro di diverse culture e la fece diventare una preda appetibile da molti conquistatori.
L’antica città messapica (i messapi allora dominavano la regione), fu conquistata dai Romani, le cui tracce sono ancora oggi visibili, tipo l'anfiteatro e un teatro del II secolo d.C. e il porto di S. Cataldo situato a 10 km dalla città.
Dopo la scissione dall’Impero Romano, la città rimase sotto il dominio dell’Impero d’Oriente fino al XI secolo quando venne conquistata dai Normanni.
Dopo il periodo Medioevale la città trovò slancio, come centro culturale e umanistico, sotto la monarchia aragonese fino al raggiungimento della massima espressione artistica di questa città ('600) che èriodo è il famoso Barocco Leccese.
Nel '700 la città passò, per un breve periodo, sotto il dominio austriaco ritornando, poi, ai Borboni.

MELPIGNANO
Centro di ridotte dimensioni, Melpignano ha rivestito notevole importanza in epoca bizantina e medievale.
La presenza di cave di estrazione della pietra leccese, ha rafforzato l'economia del paese. La ricchezza ha favorito il formarsi di una classe colta (Niccolò Majorano è stato Bibliotecario, nel 1500, della Vaticana), ma ha accelerato, per i continui scambi con l'esterno, la scomparsa del griko.
Indici del livello economico del paese, sono i portali barocchi e gli archi catalano-durazzeschi, le ricche balconate e gli scenografici mignani. Caratterizzano il paese piazza San Giorgio, gioiellino architettonico coerente, dai porticati alla Parrocchiale, il cinquecentesco complesso conventuale degli Agostiniani, con la facciata della chiesa realizzata nel '600 da F. Manuli, in parte su disegni di G. Zimbalo.
21 agosto - la Notte della Taranta: si chiude nei pressi del suggestivo convento degli Agostiniani, dopo aver girato per il Salento, la rassegna dal titolo La notte della Taranta. Numerosi artisti salentini, italiani e stranieri si incontrano sul palcoscenico per far rivivere il fascino di una tradizione antichissima.

VASTE E POGGIARDO
Se il passato remoto della cittadina di Vaste impreziosisce le origini della stessa Poggiardo, il suo aspetto attuale, di tranquillo borgo agricolo, ne rende ancora più affascinante il presente, con i sapori ed i colori di una mediterraneità dichiarata in ogni componente.
Passeggiare tra le viuzze dei minuscolo borgo è un'esperienza che consente al visitatore di dimenticare se stesso, riscoprendo un nuovo e più naturale rapporto con il trascorrere dei tempo, con una vita scandita da antichi ed originali rapporti umani, ormai ignoti a quanti, per necessità o per scelta, debbano misurarsi con le esigenze di un vivere sempre più dimentico di valori i quali, sorprendentemente, ognuno di noi indovina qui di possedere ancora.
Ma la bellezza di Vaste non si risolve nella sola suggestione delle sue atmosfere: la sua storia proseguirà infatti anche oltre la tragica venuta di Guglielmo il Malo, regalandoci ulteriori tracce d'arte e cultura.
Le poche famiglie rimaste ad abitare i ruderi della città distrutta, infatti, animarono ancora il piccolo centro, al punto che agli Inizi dei '500 le esigenze religiose della comunità, convinsero i vescovi di Castro ad erigere un tempio che degnamente assolvesse alla bisogna.
Risale a quest'epoca la costruzione della prima chiesa parrocchiale, la quale, tuttavia, conobbe ben presto l'usura dei tempo, cui la povertà dei mezzi non poté porre rimedio: la metà del '700 la vede infatti addirittura pericolante, inagibile a qualsiasi attività di culto.
Questo monumento, assieme al vicino palazzo baronale, sede di quel museo di cui già s'è narrato, arricchisce la monumentalità dei piccolo borgo delle forme di un barocco elegante e misurato.
Un'ultima annotazione merita infine un monumento oggi scomparso, ma che ci consente di proiettare la presenza umana nel territorio di Vaste ad epoche le più remote, ovvero alla misteriosa civiltà neolitica dei megaliti.

 
 
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